Voglio un papà, di quelli VERI!

Eravamo dal pediatra, fuori c’era il sole ed era noioso aspettare li, su una di quelle sedie colorate che guardo costantemente ogni volta. -Mi guardo così tanto intorno, dalla noia, che ormai potrei disegnare una planimetria dell’ambulatorio.- Di fronte a me una libreria, quindi dico “Ari, per favore, prendi un libro che leggiamo qualcosa”. Ero lontana dalla libreria, non vedevo i titoli ma ho detto “Prendi quello, si, quello lì con il pinguino”. Così, torna e si siede. Leggo il titolo:

           ” DOV’È IL MIO PAPÀ?” 

Già mi piaceva. A me le storie dei papà sono sempre piaciute. 

-Sarà che un papà VERO non l’ho mai avuto, sarà che ho fatto tanta fatica per trovarne uno, sarà che ancora provo ad immaginare come sarebbe stato averlo, ma sono sempre stata affascinata dai papà. Ci sono donne affascinate dalle scarpe, io dai papà, quelli VERI.-

Comincio a leggere. 

“Piccolo Pinguino aveva una mamma, una mamma uguale a lui: aveva la pancia bianca, aveva le gambe corte, aveva il becco e le ali; la sua mamma era un pinguino. C’era anche il papà: era grande, con un lungo pelo, denti aguzzi, grosse e lunghe zampe e non aveva il becco; il suo papà era un orso bianco. Pinguino non era contento che il suo papà fosse “diverso” da tutti gli altri, così si mise alla ricerca di quello che sarebbe stato uguale a lui. Voleva un papà che gli somigliasse. Incontró moltissimi animali sulla sua strada, tutti apparentemente con qualcosa in comune, ma non uguali a lui. Alcuni erano blu ma con lunghe piume, altri avevano le ali ma non erano pinguini. Così Piccolo Pinguino continuó la ricerca, fino a perdersi. Ad un certo punto cominció a piangere, aveva molta paura! Ma ecco che finalmente accadde qualcosa: ARRIVÓ INASPETTATAMENTE IL SUO PAPÀ, QUELLO VERO!!! Orso bianco lo abbracció per consolarlo e disse “Eccoti qua, ma dov’eri finito?”. Piccolo pinguino tornó a casa con lui, fiero più che mai”.

Questo racconto ci insegna che la somiglianza non conta, che uguali o diversi non è importante, che l’amore nasce e cresce esattamente con la stessa potenza con cui ce lo impone la vita, che i figli amano chi li ama, che il papà si fa e non si è. 

-Sul nostro cammino, quello mio e di Arianna, abbiamo trovato un papà VERO, quello che si arrabbia per difendere il proprio figlio, quello che si commuove ad un suo successo e si rattrista per l’insuccesso. Quello che non ha paura di rimproverare, anzi, lo fa con sicurezza, la stessa sicurezza che gli augura per affrontare la vita, la stessa sicurezza con cui lo farebbe un qualsiasi papà degno di essere chiamato tale-.

Ecco cosa cambia. Cambia che quello veramente importante non è visibile agli occhi, solo al cuore.

A tutti i VERI papà, soprattutto al nostro orso bruno (Davide) ❤️ 

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